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Sovrallenamento

Liberarsi degli eccessi

Credo siano molte le persone che, nonostante un regime alimentare attento e una pratica regolare di attività fisica, incontrano severe difficoltà a realizzare il loro sogno di un corpo definito. Le hanno provate tutte, ma ancora non riescono a liberarsi dei depositi adiposi eccedenti.
Hanno mai pensato di essere in una condizione di sovrallenamento, di eccesso di attività, di stress psicofisico non più tollerato?

sovrallenamento

Premetto che, come ipotesi iniziale, voglio riferirmi a quei soggetti la cui alimentazione è effettivamente equilibrata (giusto apporto di proteine, carboidrati raffinati assenti, equilibrio nella scelta dei cibi, ecc.) e che praticano esercizi su base quotidiana (o quasi), e che vi si dedicano per circa 1 ora (specialmente per attività di tipo cardio).
Certo, è logorante spendere tante risorse e raccogliere risultati inconsistenti. Ma la spiegazione potrebbe essere semplice e illuminante: si sta facendo troppo!

Il nodo del recupero

In più di una occasione si affermano l’importanza dell’esercizio fisico e della sua regolarità nel praticarlo, ma non si pone mai in rilievo che il vero fattore limitante è il recupero, che questo deve essere pieno prima di tornare alla pratica sportiva, e che è altrettanto alla base di una buona condizione fisica. Ne è talmente alla base che, in sua assenza, la nostra condizione fisica va rapidamente perdendo il vantaggio dell’allenamento, e addirittura si piega, prima al fastidio, e poi al malessere vero e proprio.
Sappiamo che con l’esercizio il nostro corpo produce una certa quantità di cortisolo (ormone dello stress), evento naturale e prevedibile, ma non ricordiamo altrettanto bene che necessita di una fase di smaltimento, nel post esercizio, allo scopo di ripristinare la normale funzionalità dell’organismo. Se il corpo rimane esposto al cortisolo per periodi troppo lunghi e troppo frequenti, comincia a produrre effetti negativi. Sono conseguenze da evitare sia sotto il profilo salutistico che sotto quello estetico. In tal senso l’accumulo di grasso pone in netta evidenza questi effetti. Insistendo nella prassi sbagliata ci troviamo quindi nella condizione paradossale di allenarci per eliminare grasso e contemporaneamente mettere in campo tutti i dispositivi che ne causano la proliferazione!
Ho posto l’attenzione sull’aspetto fisico della questione stress, cioè l’affaticamento muscolare, ma le stesse considerazioni vanno in direzione dell’affaticamento mentale, che può riservare identici, o anche peggiori, effetti. Per esempio una professione che impegna troppo a fondo, questioni personali che ci annientano, litigi famigliari, predispongono il corpo a produre grandi quantità di cortisolo, come accade per l’esercizio fisico. Ma, a differenza di questo, dove al termine dell’attività l’organismo cessa di produrre cortisolo, per poi iniziare a rigenerarsi, nell’ipotesi di stress mentali gli effetti non si arrestano prontamente, e anzi si rincorrono anche per le ore successive. Questo è il motivo per cui l’affaticamento mentale è più dannoso per il corpo di qualunque stress fisico indotto dall'esercizio.

Torniamo un momento alla situazione iniziale, in cui il soggetto ha cura per le sue scelte alimentari e per l’esercizio fisico. Anche qui, pur nella cornice ideale, se affrontiamo la vita di tutti i giorni accumulando ore e ore di stress psicofisico, questo andrà a sabotare senza dubbio il nostro lavoro, e, quando verrà combinato, anche solo occasionalmente, all’assunzione di cibi inadatti (leggi carboidrati raffinati) porterà a disfatta certa.

recupero

Ancora una volta tuttavia, assistiamo alle prodigiose facoltà di cui il corpo umano dispone. Nonostante venga posto in una condizione impropria per il migliore funzionamento, si adatta alla nuova situazione mettendo in campo delle misure di protezione (es. grasso nell’area addominale), utili a preservarlo da situazioni di maggior pericolo. E si arrenderà solo dopo aver utilizzato ogni possibile stratagemma e quando non disporrà più di alcuna risorsa.

Alcuni suggerimenti per evitare eccessivo stress mentale...

Risolvere lo stress psicofisico non è cosa semplice data la sua natura subdola e la difficoltà ad identificarlo. Anzitutto dobbiamo fare uno sforzo per liberarci della routine quotidiana (famigliare, professionale, sociale), la quale implica sempre forme di stress non riconoscibili. Queste sono cresciute nel tempo, si sono accreditate gradualmente nella nostra esistenza, e riconoscerle per attribuire loro la giusta responsabilità non ci verrà spontaneo.

relax

Ma dobbiamo compiere uno sforzo. Anzitutto rendiamoci conto che si sono sedimentate nella nostra vita abituale, sfuggono alla nostra attenzione critica, e come tarme logorano la nostra individualità, portandoci a credere che sia tutto dovuto e che questo sia il regime naturale delle cose. Naturalmente non è così! Iniziamo ad assumere un atteggiamento più distaccato, meno coinvolto dalle risse di ogni giorno, impariamo a dare importanza al respiro. Ecco, ricominciamo da qui. Torniamo a dare la giusta importanza e la giusta priorità alle cose.
Respirare è in assoluto l’attività più importante. Eppure questa consapevolezza si è persa nelle fogne degli impegni quotidiani. Il solo porre l’attenzione che merita a questo aspetto, ci farebbe riguadagnare in un balzo il giusto distacco dalle cose e la giusta propensione a valutare gli eventi per quello che sono. In un attimo riusciremmo a liberarci proprio di quello stress psico-fisico che tanto grasso ha depositato sui nostri addominali (e non solo su quelli).

...ed eccessivo stress fisico (sovrallenamento)

Torniamo ora alla questione più in tema con questo intervento: l’esercizio fisico eccessivo. Solitamente è una situazione che si manifesta soprattutto con le attività di tipo cardio (corsa in particolar modo). In questa situazione è utile ridurre i tempi dedicati all’esercizio aerobico e spostare parte di queste risorse agli esercizi con i pesi. Sempre in questa ottica dovremmo cercare di incrementare l’intensità dell'allenamento e ridurne conseguentemente la durata.

sovrallenamento

Questa è anche la impostazione migliore per innescare la produzione di ormoni brucia grasso. Quindi, in prospettiva, un allenamento sempre più intenso mi richiederà sempre meno tempo per la sua esecuzione, e ridurrà a zero il rischio di scatenare una risposta incontrollata di cortisolo. Poi andremo a dedicare il nostro nuovo tempo libero al recupero, la vera fase in cui finalmente il nostro organismo può mettere a segno i suoi obiettivi, traendo le direttive di sviluppo dalle brevi ma intense sedute di allenamento che abbiamo affrontato.
A questo punto, su tutto potrà essere calato il sigillo dell'alimentazione corretta, dove non sono contemplati bevande alcoliche e zuccheri raffinati. Questi, d'altra parte, sono proprio i cibi che il corpo cerca quando viene sottoposto a condizioni di stress eccessivo. Si trova ad imboccare una via a senso unico dove lo stress alimenta la richiesta di cibo dannoso, e il cibo dannoso aumenta lo stress. Un inferno!

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Testi e ricerche tematiche a cura di Stefano Bertoloni, Istruttore Body Building, Personal Trainer, Terapista Reiki. Abilitato dal CONI ad esercitare sull'intero territorio nazionale.

 
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