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Studio Personal Trainer, v. A. Costa 119, Pesaro. Tel 0721 452830

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La palestra per il diabetico.

Premessa.

Questo articolo non ha alcuna pretesa di divulgazione medico scientifica, e certamente non va interpretato come prescrizione medica.
Il tema del diabete ci fornisce solo il pretesto per affermare che, laddove ci siano precise indicazioni del terapeuta, l'esercizio fisico condotto secondo determinati protocolli, è una risorsa preziosissima e non sostituibile. Presso lo Studio Personal Trainer di Pesaro tale concetto è ancora più marcato, volendo collocarci nell'ambito della prevenzione secondaria.

diabete

Qui, all'interno di un programma multifattoriale, ci poniamo il raggiungimento di tre obiettivi:

  • il controllo dei fattori di rischio;
  • il miglioramento della qualità della vita;
  • il raggiungimento e il mantenimento di uno stile di vita adeguato alle esigenze psicofisiche del soggetto.

Una prima definizione di diabete.

Il diabete consiste in una alterazione del metabolismo dei glucidi, che presenta la tendenza all'iperglicemia a digiuno e pericolose impennate di glicemia nella fase postprandiale. L’OMS definisce come normale la tolleranza al glucosio per valori glicemici < 140 mg% due ore dopo un carico orale di 75 g di glucosio, nel contesto di un test da carico. L’iperglicemia post-prandiale viene rilevata quando il valore è > 140 mg/dl due ore dopo l’ingestione di cibo.
Il glucosio è il carburante principale per le cellule del nostro organismo, e viene ottenuto partendo dai carboidrati. In un diabetico l'utilizzo dei carboidrati non avviene correttamente, causa un difetto nel meccanismo che consente di far penetrare il glucosio nelle cellule. Tale meccanismo è governato dalla insulina, un ormone prodotto dal pancreas.
Accade in pratica che questa sostanza o è in difetto (in quantità insufficiente rispetto al necessario), o anche totalmente assente (diabete tipo 1), oppure non funziona correttamente e le cellule non sono in grado di riceverla (diabete tipo 2).
I livelli glicemici ritenuti normali sono compresi nelle soglie:

  • 65 < > 110 mg/dl

Impostazione del programma di fitness per il diabetico.

Fatte salve le indicazioni del terapeuta, il quale certamente prenderà in esame anche l'aspetto nutrizionale con suggerimenti utili a favorire una regolarizzazione della glicemia, in eventuale associazione all'uso di farmaci specifici, le linee guida che andiamo a tracciare non sono specialmente riferibili ad una particolare situazione, e hanno una valenza generale.

diabete

Qui intendiamo solo suggerire una serie di spunti che, volta per volta, il medico curante potrà individuare come elementi di partenza per il personal trainer. Sotto le precise direttive del terapeuta potranno essere ulteriormente sviluppati presso lo Studio Personal Trainer di Pesaro, e quindi calati nello specifico caso, adottando le misure più giuste per quel particolare paziente.
Un programma di fitness adeguato deve condurre ad un miglioramento globale dell'individuo, sia sotto il profilo fisico che psicologico. Frequentemente la prospettiva è quella di intervenire inizialmente sul calo ponderale, con un occhio anche ai valori pressori, attraverso varie modalità di pratica dell'esercizio fisico.

Si stabilisce un percorso evolutivo con stadi intermedi che prevedono l'utilizzo di esercizi calistenici (a corpo libero), esercizi per promuovere la mobilità del rachide ed articolare, esercizi di educazione respiratoria, ed esercizi di tipo aerobico.
Le sedute potranno impegnare il soggetto inizialmente per circa 30 minuti, per arrivare, con passaggi graduali, ai 60 minuti complessivi ottimali.

Obiettivi del programma di fitness per il diabetico.

Scopo del trattamento elaborato presso lo Studio Personal Trainer di Pesaro, è ottenere i seguenti obiettivi:

  • ridurre naturalmente i livelli glicemici incrementando la captazione periferica del glucosio da parte del muscolo (anche in situazione di deficienza insulinica);
  • aumentare naturalmente la captazione di FFA (Free Fatty Acid) ritenuti responsabili della diminuita capacità del fegato di immagazzinare gli zuccheri, nonchè responsabili nel mantenere gli zuccheri nel sangue e lontano dai muscoli che li utilizzano per produrre energia. Dimostrano di avere anche un'incidenza diretta sul funzionamento delle cellule beta del pancreas, le cellule che producono insulina;
  • ottenere un migliore tono muscolare, per una conseguente riduzione della incidenza di malattie vascolari.

Approccio alla fase di allenamento per il diabetico.

E' una cautela obbligata verificare se l'utente fa già uso di insulina, e quindi di che tipo. Da ricordare che in presenza di esercizio fisico la dose insulinica va proporzionalmente ridotta (data la naturale capacità delle cellule, in questa circostanza, di captare più facilmente gli zuccheri), e che, nel caso di assunzione per iniezione intramuscolare, sono da evitare le regioni muscolari che verranno a breve sollecitate dall'allenamento. Inoltre, in ragione della tipologia di insulina, cioè quella con effetto regolare, effetto intermedio, o effetto ritardato, si dovranno considerare con attenzione i tempi della seduta di allenamento, evitando con cura il momento del picco insulinico. Ad esempio nella prima fase della elaborazione, curata dallo Studio Personal Trainer di Pesaro, e relativa a diabetici di tipo I ci proponiamo di avviare un'attività soprattutto di tipo aerobico, con pratica pressochè giornaliera, per periodi di 20-30 minuti, con una frequenza allenante tra il 40% e 85% della massima F.C.
I sistemi adottati possono prevedere varie tipologie di circuito, con livello di difficoltà crescente e sensibile alla evoluzione nel tempo del condizionamento del soggetto, monitorato dall'andamento dei valori di FC a riposo.
Per i soggetti diabetici di tipo II il protocollo di allenamento prevede invece 4-5 sedute a cadenza settimanale, e la pratica di attività aerobica per circa 40-60 minuti. Stabiliamo un range di lavoro con soglia minima del 40% e massima del 60% rispetto alla FC max. Anche qui sono previsti circuiti allenanti di vario tipo e con andamento della difficoltà rapportato sempre alle capacità di adattamento del soggetto.

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Testi e ricerche tematiche a cura di Stefano Bertoloni, Istruttore Body Building, Personal Trainer, Terapista Reiki. Abilitato dal CONI ad esercitare sull'intero territorio nazionale.

 
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